PROTOCOLLO DEPURAZIONE E FEGATO

Il fegato è la più grande ghiandola del corpo umano e svolge svariate funzioni fondamentali per il benessere dell’organismo. Produce la bile necessaria per la digestione dei grassi e quindi per il loro assorbimento a livello intestinale; è la sede in cui viene biosintetizzato il glucosio, substrato nutritivo essenziale per le cellule, il colesterolo e i trigliceridi. 

Produce il fibrinogeno e la trombina, fattori necessari per la coagulazione del sangue, e funge da deposito per sostanze quali ferro, rame e vitamina B12. Il fegato inoltre gioca un ruolo chiave nell’eliminazione delle sostanze di scarto o delle cellule che hanno svolto le loro funzioni e devono essere rimpiazzate da nuove, come ad esempio i globuli rossi. 

Grazie al ruolo svolto nella detossificazione, il fegato è definito organo emuntore e coopera per la depurazione dell’organismo. Altri organi appartenenti alla stessa categoria sono i reni, deputati alla produzione di urina, l’intestino ma anche i polmoni, attraverso i quali viene eliminata l’anidride carbonica.

Ciascuno di noi saltuariamente avrebbe bisogno di un ciclo di depurazione completa che possa ristorare l’organismo, oltre che nei casi di intossicazione acuta o accumulo cronico di tossine, sia esogene che endogene.

Stimolare gli organi emuntori, in modo da innescare non solo i processi di detossicazione epatica, ma coadiuvare nel contempo anche l’intero organismo nell’escrezione dei liquidi reflui accumulati, è possibile con la giusta alimentazione e la sinergia di attivi scelti minuziosamente. 

Achillea

Grazie al contenuto di attivi coleretici dona un’azione tonica ed eupeptica da utilizzare in caso di difficoltà digestive e dispepsie, accanto ad un’azione aperitiva utile contro gli stati di inappetenza. Grazie alle proprietà antinfiammatorie agisce efficacemente sia come epatoprotettore che contro eventuali spasmi della muscolatura gastrointestinale, conseguenti a diversi disturbi sia a livello gastrico che epatico.

Tarassaco

In greco significa “rimedio”, al fine di evocarne le virtù medicinali, anche se comunemente viene denominato ‘’Dente di leone’’ facendo riferimento alla dentellatura delle foglie che, insieme alle radici, rappresentano la droga della pianta, ricca di attivi dalle funzioni epatiche e digestive. Dalla sinergia dei principi amari, si ottiene invece un’azione diuretica che, associata a quella epatica, fanno del Tarassaco un ottimo rimedio per il drenaggio e la depurazione, eliminando scorie inutili e dannose dall’organismo, per un alleggerimento del distretto epato-renale.

Tarassaco

Cardo Mariano

usato da secoli per mantenere la salute epatica, il suo impiego risale all’antica Roma, quando venne descritto da Plinio il Vecchio per essere “eccellente nel trascinare via la bile”. Virtualmente, tutti i disturbi epatici sono il risultato dello stress ossidativo e dell’infiammazione che porta al danneggiamento della cellula epatica e alla perdita delle sue funzioni. Diversi studi dimostrano che il cardo mariano potrebbe non solo prevenire eventuali danni al fegato ma proteggerne a monte la funzione dei lobuli epatici, grazie alle proprietà epatoprotettive e radical scavenger della silimarina, capace peraltro di stimolare la produzione di nuovi epatociti, con aumento del turnover epatico.

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